Martedì, 25. Luglio 2017

Dalí pubblicò per la prima volta nel 1973 il suo enigmatico libro di ricette “Les dîners de Gala – Cene di Gala”, la cui ristampa, pubblicata nel 2016, è diventata un bestseller. Contiene immagini create dall’artista e 136 stravaganti ricette che descrivono in maniera perfetta la cucina in voga negli anni ‘70. Suddiviso in 12 capitoli, recanti titoli come “Primari turbamenti dei lillipuziani” (carne) e “Atavismo desossiribonucleico” (verdure), il libro presenta anche splendide illustrazioni di Dalí e fotografie del pittore in posa accanto a tavole imbandite di cibo. Ventuno delle ricette sono opera di famosi chef francesi di ristoranti quali Lasserre, La Tour d’Argent, Maxim’s e Le Buffet de la Gare de Lyon.

Come affermato da Dalí nell’introduzione, “Les dîners de Gala è dedicato esclusivamente ai piaceri del gusto… Se siete discepoli di quei calcolatori di calorie che trasformano le gioie del cibo in una forma di penitenza, chiudete subito questo libro; è troppo vivace, troppo aggressivo e troppo impertinente per voi.”

Le sontuose cene organizzate dall’artista e da Gala, sua moglie e musa, sono entrate nella leggenda. Les dîners de Gala, il ricettario della coppia, fu frutto di una mutua collaborazione; rivela alcuni degli elementi sensuali, fantasiosi ed esotici che componevano i loro famigerati convivi.

La ristampa dello scorso anno contiene 136 ricette, dal surreale all’erotico, che spaziano dal gambero peruviano al pâté di anguilla. Il capitolo 10 è dedicato agli “afrodisiaci” e descrive delizie quali le polpette di Citera, il puré di Afrodite e lo stinco di cinghiale con ravanelli neri.

Dai famosi Autoritratto con pancetta alla griglia (1941) e Ritratto di Gala con due costolette d’agnello in equilibrio sulla spalla (1934), alla litografia “Gastronomia surrealista”, il cibo ha avuto un ruolo di rilievo in molta dell’arte di Dalí, anche se non sempre in forme che appaiano particolarmente gradevoli al palato.

Warhol e De Kooning furono altri rinomati artisti a creare ricettari. Warhol collaborò con Suzie Frankfurt, esponente in vista della società del tempo, al libro di cucina intitolato “Wild Raspberries (Lamponi Selvatici)” (1959), mentre l’artista statunitense di origine olandese Willem de Kooning condivise ricette mutuate dalla sua esperienza di immigrato nel libro The Museum of Modern Art Artists’ Cookbook, a cura del MoMA di New York.