Giovedì, 7. Luglio 2016

Con l’intento di fornire una completa informazione sull’eclettica e surreale produzione artistica di Salvador Dalí, la 45ª edizione dell’Antologica acquese presenta una nutrita serie di opere realizzate con l’utilizzo di materie e tecniche diverse.

Di tutti i grandi surrealisti come Ernest, Lam, Matta, Magritte, Masson, Picabia, De Chirico, Salvador Dalí è stato forse l’unico che ha vissuto pienamente secondo lo spirito del movimento, incarnandone fino in fondo i principi fondamentali tanto da poter affermare: «L’unica differenza tra il Surrealismo e me, è che io sono il Surrealismo».

La mostra, a cura dell'architetto Adolfo Francesco Carozzi, realizzata con il supporto di The Dalí Universe, offre l’occasione di presentare la produzione poliedrica dell’Artista spagnolo che ha sempre utilizzato molti mezzi espressivi, dalle pitture alle sculture, dagli oggetti, alla grafica, alle illustrazioni, agli elementi di arredo, non trascurando mai la possibilità di avvalersi di materiali diversi e di tecniche particolari.

La rassegna dunque consente di evidenziare una produzione, non sempre conosciuta dal grande pubblico, che certamente identifica il grande Maestro con opere pittoriche come La persistenza della memoria, del 1931, o come la Premonizione della guerra civile, del 1936, icone fondamentali per il riconoscimento della sua inconfondibile cifra, ma che trovano riscontro anche nei lavori scultorei, negli oggetti e nelle opere grafiche, sempre caratterizzate dal suo modo di esprimersi fantastico, spesso esagerato e distorto.

Il fil rouge conduttore dell’esposizione, attraverso la scultura tridimensionale ed alcune opere grafiche illustranti alcuni temi della letteratura,  è infatti costituito dalle varie materie utilizzate per l’esecuzione delle sue opere che per l’ossessionante coerenza dello «stile» riescono comunque ad instaurare un persistente dialogo.

Pur nella loro diversa consistenza e nelle diverse caratteristiche fisiche i vari materiali, infatti, sotto l’abile progettazione e a volte manipolazione dell’Artista, riescono ad esprimere all’unisono i messaggi e a creare le sensazioni e le atmosfere alla base dei suoi lavori ricchi di simbolismi e di immagini ricorrenti.

Le opere esposte mostrano il potente effetto della trasformazione di immagini iconografiche tratte dai noti dipinti di Dalí in forme tridimensionali, che confermano il fascino costantemente esercitato sull’Artista da certi simboli e soggetti. La sua opera scultorea evidenzia, inoltre, il suo metodo espressivo fantastico, che rende i suoi lavori unici e immediatamente riconoscibili come suoi.

Nei locali dunque, in un contesto ricco di particolari elementi evocativi dall’atmosfera surrealista, si potranno osservare sei opere dalla consistenti dimensioni quali L’Elefante Spaziale, La Persistenza della Memoria, La Donna del Tempo, San Giorgio e il Drago o come la sorprendente Venere Giraffa.

Le serie di opere su carta, testimonianza dell’interesse che l’Artista ha sempre avuto per le grandi opere letterarie, e la loro interpretazione surrealista, sono la conferma di quanto fosse stretto il suo legame con la natura stessa della poetica e di quanto da esse dipendessero spesso le sue creazioni (Pantagruel, Tauromachia, Bestiario di Lafontaine).

A sottolineare poi le diverse tecniche e i diversi materiali, sono anche le opere in vetro come La Triomphale e la Guitare, frutto della collaborazione di Dalí con la fabbrica francese di vetri Daum Cristallerie. Opere dai vivi colori, perfette per esprimere il concetto della metamorfosi alla base della percezione surrealista della realtà: luce e colore in continuo cambiamento, materia in costante evoluzione dallo stato morbido a quello solido.

A completare la varietà delle proposta sono anche presenti dodici oggetti in oro, (tra i quali Sole Glorioso, Serpente Magico, Fiore Daliniano) ed un elemento di arredamento come la Sedia Leda.

Inoltre, in uno spazio esterno debitamente attrezzato ed arredato, prospiciente l’edificio della mostra, recuperato lungo il Corso Bagni e direttamente collegato con i portici dell’Hotel Nuove Terme, verrà posizionata la scultura monumentale in bronzo Profilo del Tempo dal forte impatto visivo ed emozionale.

La mostra, organizzata in cinque sale di Palazzo Saracco, opportunamente allestite, verrà inaugurata venerdì 15 luglio alle ore 18,30, e terminerà domenica 4 settembre osservando, per tutti giorni di apertura, il seguente orario: dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 22,30.