Venerdì, 11. Novembre 2016

Dalí era affascinato dal fantastico, dai costumi, dai gioielli, da Hollywood e dal palcoscenico. Numerose sono le sue illustrazioni e opere d’arte collegate al mondo del teatro e degli spettacoli musicali. Dalí lavorò a balletti, libretti, scenografie e costumi; da artista multidisciplinare quale era, non aveva timore di sperimentare diverse forme d’arte.

Libretti e Balletto

Dalí si occupò di teatro principalmente negli anni Trenta e Quaranta e, a partire dal 1927, collaborò a ben trentanove lavori teatrali, solo parte dei quali fu mai portata in scena.

L’interesse di Dalí per il teatro andò oltre la creazione di scene; scrisse infatti i libretti di due balletti, Baccanale (1930) e Labirinto (1941).

Dalí all’Asta

A conferma della perdurante popolarità delle scenografie di Dalí, nelle sale d’asta vediamo ancora oggi comparire diverse di queste opere, oltre mezzo secolo dopo il primo coinvolgimento di Dalí nel mondo del teatro.

Nel mese di novembre sarà in vendita all’asta presso Sotheby’s di New York un dipinto ad acquerello, penna e inchiostro intitolato ‘Projet Des Costumes Paranoiaques Pour ballet’ (1942). Si tratta della raffigurazione di costumi per un balletto denominato ‘Mysteria’, che però non fu mai completato. I progetti teatrali in cui Dalí fu coinvolto gli diedero la possibilità di elaborare su scala epica la sua straordinaria iconografia Surrealista.

Un altro epico fondale daliniano sarà oggetto di vendita privata nel corso del mese di dicembre presso la casa d’aste Lempertz, in Belgio. Intitolato ‘Tristano Pazzo’ (1944), questo dipinto di 8,7 metri per 15, in tempera, pastello e olio su tela, fu creato per fungere da sfondo. L’opera d’arte fu realizzata in collaborazione con una società del New Jersey specializzata in scene teatrali. Fu utilizzata all’International Theatre di New York nel 1944, in occasione della prima dell’omonimo balletto basato sull’opera di Wagner.

Risulta quindi evidente come il genio di Dalí si sia manifestato sotto varie forme, utilizzando diversi media e muovendosi attraverso un gran numero di discipline artistiche, dal teatro al palcoscenico, dalla musica all’arte visiva; il suo genio e il suo coinvolgimento essendo a dir poco prolifici.

Io ti salverò (Spellbound), il film, il dipinto.

Nel 1945 Hitchcock commissionò a Dalí la realizzazione del monumentale dipinto denominato ‘Spellbound’ (5 metri per 11), visibile nell’omonimo film (apparso in Italia con il titolo “Io ti salverò”), i cui protagonisti erano Ingrid Bergman e Gregory Peck, leggendarie stelle del cinema.  Questa ben nota creazione per il set cinematografico offre allo spettatore occhi vitrei, bizzarri oggetti surrealisti e forme che, attraverso il loro simultaneo movimento, interagiscono per formare uno sfondo imponente e al contempo grandioso.

Io ti salverò (1945) fu uno dei primi film a misurarsi col tema della psicanalisi di stampo freudiano.  Dalí si gettò a capofitto in questo ruolo pittorico, creando una sequenza surrealista a olio su tela che cattura in maniera estremamente vivida la natura illusoria del subconscio.

Come lo stesso Hitchcock ebbe a dire: ‘Avrei potuto scegliere De Chirico o Ernst, ma nessuno era fantasioso e stravagante quanto Dalí.’