Lunedì, 7. Agosto 2017

Nel 1930 Dalí acquistò una piccola capanna di pescatori a Port Lligat, desiderando un’unica cosa, trasformarla in una casa per sé e per la sua consorte, la russa Gala. “Non avremo fiori, né cani, solo aridità intorno alla nostra passione. E l’intelligenza ci invecchierà rapidamente, e insieme”. Nella sua autobiografia racconta che la casa si trovava a un chilometro di distanza da quella in cui era nato a Cadaqués, in provincia di Girona, a un’ora da Barcellona e a non più di 40 km dal confine con la Francia. Oggi l’abitazione è adibita a museo, visitabile in gruppi di soli otto visitatori per volta. 

Dalí incontrò Gala a Parigi negli anni Venti, quando era ancora sposata con il poeta Paul Eluard. La casa di Port Lligat occupa attualmente una superficie di oltre duecento metri quadri, risultato di anni di lavoro che Dalí e Gala effettuarono aggiungendo stanze e nuovi spazi. Come egli stesso ebbe a definirla, era “come una vera struttura biologica, […]. Ad ogni nuovo impulso della nostra vita corrispondeva una nuova cellula, una camera.”

La casa è a pochi minuti dal Cap de Creus, l’esclusiva zona costiera divenuta meta privilegiata del turismo familiare di fascia alta da Italia e Francia. La singolare struttura geologica della regione, ora Parco Nazionale protetto, ispirò Dalí, il quale adorava questo straordinario litorale, nella creazione delle sue opere d’arte. Il Cap de Creus era il rifugio romantico di Gala e Dalí, in cui trascorsero molte ore a nuotare, navigare e raccogliere detriti portati a riva dalle onde del mare, qui realizzarono eventi, installazioni e happening. Tale fu l’influenza di questo luogo che nel noto dipinto di Dalí “Il Grande Masturbatore” (1929) un viso umano viene rappresentato a forma di roccia della baia di Cape de Creus.

Dalí visse in questa casa fino alla morte di Gala, avvenuta nel 1982, per poi trasferirsi al castello di Púbol dove rimase fino a quando morì, nel 1989.