Martedì, 10. Ottobre 2017

La prima estate che Dalí trascorse a Port Lligat, Figueres nel 1931, segnò profondamente il suo percorso artistico. Questo luogo, divenne il teatro naturale per la creazione del suo dipinto più famoso “La Persistenza della Memoria”.

Considerata come l’icona del surrealismo, quest’opera introduce il concetto dell’orologio molle; lenta e informe fusione di orologi, che scivolano languidamente e si adattano alle superfici dure, e suggeriscono una riflessione di natura filosofica dello scorrere del tempo, in una dimensione transitoria e fluida.

La scena è ambientata in riva al mare, sulla costa catalana, in un paesaggio intriso dei ricordi dell’artista. Nella composizione, Dalí rappresenta immagini della quotidianità, che vengono rielaborate ed inserite in un ambiente surreale, dove mosche e formiche si accostano agli orologi, materie molli, protagoniste del Surrealismo.

Questo dipinto sintetizza ed incarna perfettamente la teoria di Dalì ed il suo concetto di “morbidezza” e “durezza”, tematiche centrali del suo pensiero al momento della creazione dell’opera. Secondo Dalí, i nostri pensieri che nascono dall’inconscio, sono presenti nella vita quotidiana ed esercitano sulla mente di ciascun individuo, un potere maggiore rispetto a quello degli oggetti artificiali presenti nella realtà.

Forse, è proprio per questo motivo che “La Persistenza della Memoria” è il dipinto di Dalí più conosciuto. In quest’opera il tempo non ha importanza, gli stessi oggetti creati dall’uomo, quali ad esempio gli orologi, sono transitori.

Il dipinto venne esposto per la prima volta alla galleria Julien Levy di New York, durante la retrospettiva dei Surrealisti "Pitture, disegni e fotografie surrealiste" nel 1932. Il suo successo introdusse Dalí in America ed oggi è possibile vedere l’opera al MoMA, Museum of Modern Art in New York.

La tematica degli orologi molli ricompare nella successiva pittura di Dalí “La disintegrazione della persistenza della memoria” (1952-54). A distanza di vent’anni dal primo quadro, Dalí rappresenta un paesaggio marino ricoperto d'acqua, la spiaggia fatta di blocchi spezzati, apparentemente galleggianti nello spazio, l’olivo, ed un orologio molle, appeso ad un ramo che si sta spezzando.

Rispetto all’opera precedente, ogni elemento viene ritratto nell’atto di “disintegrazione” e, come avviene spesso nei dipinti dell’artista, l’immagine della composizione vuole essere come una fotografia, scattata durante il sogno e dipinta a mano.

Il crescente interesse di Dalí per la fisica quantistica, che assume una particolare rilevanza nel Surrealismo, viene chiaramente rappresentata in questo quadro, che attualmente è esposto al Museo Dalí a Florida.

Il tempo, nella sua dimensione delirante e malleabile, illustrato con l’orologio molle, è stato rappresentato attraverso l’uso delle diverse espressioni artistiche, tra cui la scultura. Ne sono un esempio le famose opere scultoree “La persistenza della memoria” (1980), “Il profilo del tempo” (1977-1984), “Cavallo sormontato dal tempo”, “Nobiltà del Tempo” (1975-84), “Danza del Tempo” I, II e III. (1979-84), “Donna del tempo” (1973-84). Lo stesso Dalí ha detto “La materializzazione della flessibilità del tempo e dell’indivisibilità del tempo e dello spazio. Il tempo non è rigido. Fa una cosa sola con lo spazio, è fluido.”

Dalí, attraverso l’uso di elementi intrisi di simbolismo, ha esaminato la percezione del tempo per l’uomo, la velocità del tempo che, da scientifico ed assoluto, diviene ampiamente variabile e relativo, fortemente influenzato dalla percezione umana.