Martedì, 24. Gennaio 2017

Nella giornata di ieri di 28 anni fa, il 23 gennaio del 1989, Dalí veniva sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalí a Figueras, all’età di ottantacinque anni. Secondo il catalogo ragionato di Descharnes, “The Hard and the Soft”, l’ultimo dipinto del noto artista surrealista, “La coda di Rondine”, fu realizzato al Castello di Púbol nel mese di aprile del1983.

Nel 1984, diversi anni prima della sua morte, rimase seriamente ustionato nel corso di un incendio scoppiato nella sua camera da letto a causa di un corto circuito nel sistema a campanello di chiamata, che, a quanto si dice, usava in continuazione; fu Robert Descharnes, suo segretario e manager, a salvargli la vita.

Prima della sua morte, Dalí tramite dichiarazione autenticata espresse la volontà di essere sepolto a volto coperto nella cripta di Púbol, accanto alla moglie Gala. Gala, sua consorte per 50 anni, morì nel 1982; in seguito a questa perdita Dalí abbandonò la vita pubblica e si rinchiuse nel suo Castello di Púbol.

Dalí nacque a Figueras, in Spagna, l’11 maggio 1904. Nonostante abbia risieduto in diversi paesi nel corso della sua vita, tra i quali la Francia e gli Stati Uniti d’America, Dalí si stabilì definitivamente a Port Lligat, in Spagna, nel 1948. Dopo il ritorno in patria rimase incredibilmente attivo sotto il profilo artistico, girando gli Stati Uniti nel 1952 ed esponendo alla Galleria Knoedler di New York nel 1963; nel 1980 gli fu dedicata una grande retrospettiva alla Tate. Sarà inoltre stato indubbiamente felice dell’importante mostra antologica sul suo lavoro presentata dal Museo di Arte Contemporanea di Madrid nel 1983.